
Il Click Day colf e badanti, aperto per la giornata del 18 febbraio 2026, è la procedura telematica prevista dal Decreto Flussi che consente a famiglie e datori di lavoro italiani di richiedere l’ingresso in Italia di lavoratori domestici provenienti da Paesi extra UE. L’obiettivo è coprire il fabbisogno di badanti per anziani non autosufficienti, assistenti familiari per persone con disabilità, colf e personale per il lavoro domestico.
Per il 2026 sono previste:
Si tratta di uno degli strumenti principali con cui lo Stato regola l’ingresso di lavoratori nel settore dell’assistenza familiare.
Il meccanismo è interamente digitale e si basa sull’ordine cronologico di invio delle domande.
1️. Precompilazione obbligatoria
Le domande dovevano essere precompilate sul Portale Servizi del Ministero dell’Interno tra ottobre e dicembre 2025.
Senza precompilazione, non è possibile partecipare al click day.
2️. Accesso con SPID, CIE o CNS
Il 18 febbraio 2026, dalle ore 9.00, i datori di lavoro hanno potuto accedere al portale tramite
3️. Invio telematico
Una volta aperta la finestra, è sufficiente:
4️. Assegnazione delle quote
Le domande vengono accettate in ordine cronologico fino a esaurimento posti. In altre parole: è una corsa contro il tempo.
Il settore dell’assistenza familiare non è marginale:
Nonostante questo, l’occupazione regolare è in calo da tre anni consecutivi (-3% nel 2024).
Qui si apre la parte più delicata.
1️. Il bisogno è strutturale, non annuale
L’Italia è tra i Paesi più anziani al mondo. L’aumento delle persone non autosufficienti è costante. Il bisogno di badanti non è emergenziale. È strutturale. Eppure, la risposta resta:
2️. Le quote sono sufficienti?
Il dato dei 13.600 ingressi nel 2026 può sembrare rilevante se letto in modo isolato. Ma cambia completamente prospettiva quando viene confrontato con la realtà del Paese:
In questo quadro, 13.600 ingressi rappresentano — per usare un eufemismo — una risposta parziale. Il rischio è che il click day diventi una soluzione tecnica di dimensioni contenute applicata a un problema strutturale di dimensioni ben più ampie. Una misura amministrativa può certamente migliorare alcuni processi, ma non può sostituire una visione organica del sistema di cura.
3. Una misura “ad effetto” o realmente utile?
È indubbio che l’intervento si presti a una comunicazione positiva: numeri chiari, procedure definite, un segnale di attenzione istituzionale. Tuttavia, fermarsi alla narrazione rischia di oscurare la questione centrale: il bisogno di un ripensamento complessivo delle politiche per la non autosufficienza e il lavoro di cura. La sfida non è solo regolare ingressi, ma:
Il tema non è se 13.600 ingressi siano “tanti” o “pochi”. La vera domanda è se siano proporzionati rispetto alla portata del bisogno. E qui la risposta appare evidente.
4. Le famiglie restano sole
Il sistema italiano delega alle famiglie:
Il click day è solo l’inizio di un percorso complesso. La non autosufficienza non può essere gestita con un click.
5. Cosa servirebbe davvero?
Per rafforzare l’economia della cura servono:
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