News  - 17 Dicembre 2025

EduGamers: quando il videogioco diventa un’occasione educativa

Parlare di videogiochi oggi significa parlare del mondo in cui vivono molti bambini e adolescenti. Per genitori e caregiver questo universo può apparire distante, complesso, a volte persino preoccupante. Per EduGamers for kids 4.0 — realtà italiana nata dall’esperienza dell’impresa sociale Crescere Insieme — il gaming non è un territorio da cui proteggere i più giovani, ma un ambiente da abitare insieme a loro, con uno sguardo educativo, consapevole e competente.

EduGamers riunisce educatori e psicologi esperti di videogiochi che hanno scelto di trasformare il “tempo davanti allo schermo” in un tempo di relazione, crescita e sviluppo di competenze utili nella vita reale: problem solving, gestione delle emozioni, collaborazione, rispetto delle regole, pensiero strategico.

Il loro servizio principale, l’EduGaming, consiste nel giocare con i ragazzi, accompagnandoli nell’esplorazione dei messaggi, delle dinamiche e delle abilità presenti nei videogiochi. Non un controllo, quindi, ma una mediazione educativa, capace di creare un ponte tra generazioni e linguaggi diversi.

Per approfondire questo modello, abbiamo chiesto aiuto Mauro Maurino Co-Founder Edugamers for Kids 4.0 e Presidente della Cooperativa Sociale Crescere Insieme di Torino (Home – Crescere insieme).

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Che cosa significa, per voi, fare “EduGaming”?
«Per noi l’EduGaming è un modo per riconoscere il valore educativo del gioco, anche quando si svolge nel mondo digitale. Non ci limitiamo a osservare: giochiamo insieme ai ragazzi per comprendere cosa vivono, come reagiscono, quali strategie utilizzano. È un’esperienza che ci permette di lavorare sulle emozioni, sulla capacità di collaborare e sull’autoregolazione. Il videogioco diventa un contesto protetto in cui imparare facendo.»

Quale immagine oggi il mondo degli adulti ha del gaming?
«La principale è pensare che il videogioco sia solo una perdita di tempo o, peggio, un rischio in sé. In realtà è un linguaggio, un ambiente complesso, ricco di narrazioni e opportunità educative. Il problema non è “videogiocare”, ma come e con chi. Quando gli adulti sono completamente esclusi, si crea una distanza enorme. Il nostro lavoro serve proprio a ridurre quella distanza.»

Come reagiscono i ragazzi quando giocano con un EduGamer?
«All’inizio con curiosità, a volte con diffidenza (“Un adulto che gioca con noi?”). Poi scoprono che il nostro ruolo non è giudicare ma valorizzare ciò che sanno fare, ragionare insieme sulle dinamiche del gioco e, quando serve, proporre alternative. Il nostro intervento è leggero, mai impositivo. Ed è sorprendente vedere quanto i ragazzi si aprano quando finalmente si sentono compresi.»

Quali benefici osservate più spesso?
«Ne vediamo tanti. Una maggiore capacità di gestire la frustrazione, soprattutto nei giochi competitivi. Una comunicazione più efficace con i pari. Più consapevolezza nel tempo trascorso online. E nei percorsi di gruppo si sviluppano competenze sociali molto forti: ascolto, leadership, negoziazione. Per le famiglie, invece, il beneficio più grande è ritrovare un dialogo con il mondo del gaming.»

Come supportate concretamente i genitori?
«Con incontri individuali e di gruppo, serate tematiche, consulenze personalizzate. Offriamo strumenti per capire le dinamiche dei giochi, per riconoscere i bisogni dei figli e per stabilire regole condivise che non siano punitive, ma progettate insieme. La nostra missione è restituire agli adulti un ruolo attivo e rassicurante in un contesto che spesso li mette in difficoltà.»

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EduGamers ci mostra che il videogioco, spesso percepito come ostacolo, può diventare un alleato educativo potente. Dal supporto alle famiglie ai laboratori nelle scuole, dal dialogo  intergenerazionale allo sviluppo delle competenze, l’EduGaming rappresenta un approccio innovativo e profondamente umano.

Per chi vive ogni giorno la complessità della cura — genitori, caregiver, operatori — comprendere il linguaggio dei più giovani significa avvicinarsi al loro mondo, non allontanarsene. Con IMACare hai sempre qualcuno al tuo fianco. I nostri Tutor Assistenziali sono qui per accompagnarti passo dopo passo, a volte, coinvolgendo anche Mauro e i suoi colleghi! Non esitare a contattarci:

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