
Come orientarsi tra le varie forme di assistenza a domicilio o in struttura?
Ne parliamo con Silvia, Account Manager COOPERJOB SPA (https://cooperjob.eu).
Il nuovo CCNL colf e badanti 2026–2028 ha introdotto aggiornamenti economici e normativi che rendono oggi più chiaro il quadro di tutele per lavoratori e famiglie. Un passo in avanti importante per un settore rilevante del nostro tessuto socioassistenziale. Aumentano i minimi retributivi, vengono aggiornate alcune indennità, si estendono tutele e diritti (genitorialità, congedi, permessi) ai lavoratori e lavoratrici in campo. Al tempo stesso, per le famiglie questo significa maggiore trasparenza e un quadro più definito per programmare la spesa assistenziale.
Le principali figure del CCNL domestico variano per competenze: dagli addetti alle pulizie e alla compagnia (A/A Super), ai collaboratori polifunzionali e babysitter (B/B Super), fino a cuochi e assistenti familiari non formati (C/C Super) e lavoratori con qualifiche più elevate (D/D Super). La figura più richiesta nel settore dell’assistenza è la badante convivente livello CS, che assiste anziani non autosufficienti. Si tratta del profilo più diffuso in Italia, spesso operativo h24.
Di seguito proponiamo una tabella delle principali novità contenute nel CCNL:
| Ambito | Nuovo CCNL 2026 | Precedente versione del CCNL |
| Aumenti Retributivi | Incremento complessivo di € 100 per livello BS, suddiviso in 4 tranche (2026-2028) | Prima solo adeguamento annuale ISTAT, senza piano triennale definito |
| Indennità art. 34 c.7 | Aggiornamento a € 30 mensili dal 1° gennaio 2026 | Importo non definito nel vecchio contratto |
| Variazione Periodica | Chiarito che l’art. 38 si applica alle retribuzioni già incrementate ai sensi dell’art. 55 | Nel CCNL 2020-22 non era previsto il collegamento tra i due articoli |
| Appendice 1 (nuova) | Esempio di calcolo passo-passo con applicazione degli aumenti e dell’indice ISTAT per ogni anno | Assente nel contratto precedente |
| Estensione Tutela | Inclusione del termine genitorialità | Prima limitato a maternità/paternità |
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Congedi e permessi | Genitore intenzionale incluso | Solo padre biologico |
| Nuovo diritto di 4 mesi non retribuiti | Non previsto | |
| Chiarita l’interrelazione tra istituti | Formulazione generica. | |
| Introdotti permessi non retribuiti per assistenza a familiari con disabilità grave | Prima previsti solo permessi retribuiti | |
| Estesi a unioni civili, conviventi di fatto e parenti fino al 3° grado | Riferimento solo a familiari conviventi | |
| Possibile cumulo tra permessi retribuiti e non retribuiti | Previsti solo permessi retribuiti | |
| Congedo fruibile anche in caso di morte perinatale | Assente | |
| Divieto Licenziamento | Anche per lavoratore in paternità/parentale | Solo madre |
| Dimissioni | Niente preavviso per entrambi i genitori nel primo anno di vita del bambino | Solo madre |
Il tema dell’assistenza agli anziani, tuttavia, non si riduce mai a una questione di cifre: la scelta tra badante convivente, assistenza domiciliare integrata o RSA dipende dallo stato di salute della persona, dal livello di autonomia, dal bisogno sociosanitario e dalla rete familiare.
È importante per il cittadino poter orientarsi tra le varie soluzioni attivabili. Torna allora utile l’esperienza di chi come IMACare lavora ogni giorno sul campo. Oggi lo facciamo con Silvia, Account Manager presso COOPERJOB SPA, che da anni opera nel settore dell’assistenza familiare e della gestione del personale domestico.
Molte famiglie si chiedono quanto costerà una badante convivente regolare nel 2026. Puoi darci un’indicazione?
Va innanzitutto evidenziato come ogni situazione merita un’analisi personalizzata. L’aumento è contenuto ma reale. La prospettiva è che una famiglia, per una badante convivente regolare, debba considerare circa 2.100 – 2.300€ al mese come costo completo in regime di somministrazione di lavoro.
In quali casi ha senso scegliere la c.d. badante convivente?
Quando la persona ha bisogno di una presenza quotidiana stabile, continuità di relazione, supporto nelle attività della vita quotidiana e un livello di accudimento che la famiglia non è in grado di garantire, sia in termini di tempo che di conoscenze tecniche. L’assistente famigliare convivente diventa spesso un punto di riferimento affettivo oltre che pratico sia per l’assistito che per i familiari.
Per i casi più complessi quali soluzioni ipotizzare per il mantenimento a domicilio?
A volte la soluzione è una soluzione mista, che prevede la presenza sia di un’assistente familiare che di professionista sanitario per la gestione quotidiana di alcune attività di cura (OSS, infermiere o fisioterapista). In quel caso la famiglia dovrà programmare anche quella tipologia di prestazioni che possono essere erogate sia da privati che da Servizio Socio-Sanitario del Comune di Residenza o della ASL
E quando una RSA può essere una scelta appropriata?
La RSA va considerata quando i bisogni sanitari sono complessi, l’assistenza richiede presenza infermieristica o un monitoraggio clinico costante. Non è una scelta “per rinuncia”, ma un’opzione matura e consapevole in determinate condizioni di salute.
Cosa significa tutto questo per una famiglia?
Che le opzioni non sono alternative e rigide, ma graduali, come ad esempio:
La comprensione del quadro assistenziale è fondamentale. È utile oltreché necessario oggi giorno che le famiglie siano affiancate da professionisti, come ad esempio IMACare per analizzare anche i possibili sostegni pubblici spettanti (assegni, voucher, ADI).
Ogni scelta assistenziale è unica perché uniche sono le storie, le famiglie, le autonomie residue e i desideri delle persone. Le opzioni oggi sono più numerose che in passato e il nuovo CCNL ha reso il quadro più stabile e leggibile. E tuttavia la cura non è solo organizzazione o budget. È relazione, presenza, continuità.
Puoi approfondire?
La cura è anche relazione, presenza, continuità. Quando possibile, scegliere di mantenere un anziano nella propria casa non è soltanto una decisione economica, significa custodire memoria, identità e routine che rassicurano. In un tempo che corre veloce, la cura restituisce un valore essenziale: il tempo donato agli altri. È in questo tempo condiviso che si misura la forza dell’assistenza: prendersi cura non solo del corpo, ma anche del cuore delle persone.
Siamo tuttavia consapevoli che non si possa vivere in un mondo idealizzato, ma bensì analizzare le opzioni in campo per fornire la risposta più adeguata ad ogni situazione. Di seguito una tabella che restituisce gli ordini di grandezza di spesa per tipologia di intervento.
| Tipologia assistenza | Costo medio mensile | Note |
| Assistente familiare contrattualizzata | €1.300 – €2.300 / mese (costi lordi salari + contributi; aumento CCNL in corso 2026–2028). | Il costo varia in base al livello contrattuale e all’ orario (convivente vs ore). |
| Assistenza domiciliare professionale (servizi a ore) | Dai €20 ai €40 / ora in media; in ipotesi per 40h/mese sono €800 – €1.600/mese | Tariffe legate alla figura che interviene, più alte per notturno, fine settimana o competenze specialistiche. |
| RSA / casa di riposo (retta privata media) | €1.500 – €3.500 / mese in media | Tariffe variano molto tra regioni, in funzione del regime di ricovero (private vs convenzionate) e dei livelli di confort. |
Il nuovo CCNL aiuta a programmare la spesa e a muoversi con maggiore consapevolezza e chiarezza. Il compito degli operatori del settore, come IMACare è proprio questo: accompagnare le famiglie nella scelta più adatta, qualunque essa sia. Con IMACare hai sempre qualcuno al tuo fianco. I nostri Tutor Assistenziali sono qui per accompagnarti passo dopo passo, a volte, coinvolgendo anche Silvia! Non esitare a contattarci.
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